Polvere di Nuvole

Blues per Francis (1991)


Suono le tue parole
lacrime assolate
rigo il crudo volto
mentre sotto la pioggia
ti vedo allontanare.
Socchiudo la mia bocca
per dirti torna indietro
ma ora è troppo tardi
perché tu non mi senti.
Ripeto a nessuno
un addio di saluto
quanto mi manchi, adDIO.



Disperazione (1991)


La brezza di consenso
con applausi sudati
d'ipocrite cravatte
che allora t'ha commosso
che ora disprezza anche
un languido sorriso
spezza la truce calma
d'una bonaccia stanca.



Eroe (1991)


Un eroe è un
errore
che ha il terrore
di commettere un
errore.



Lifo (1991)


I cinerei fumi di porte logiche
comprendono il mondo
e lo gettano nel bidone della
spazzatura, una biglia frantumata.
Divide et impera:
tagliala a pezzettini
neurone per neurone
tutti i sentimenti, ogni sentimento
per scoprire la scintilla che, dal caos
all'ordine, in principio
ha generato il mondo,
ma ancora la cercano, per fortuna.



Maschera (1991)


La maschera ripongo
nel cassetto aspettando
trepidamente l'alba
per vedere di nuovo
una giornata pallida;
così per rinnovare
la maschera bugiarda
recito una parte
che non scopre le carte.



Promises (1991)


Promises to keep
I find in the deep
when I see
my soul and no the world
(eyes ad sights)
in the air I can fly
I don't pay: all is free.



28/09/1991


La scorza travolgono
di creta che avvolge
le arterie doloranti
inciampano sui petali
della memoria atroce
penetrano le vene delle foglie
raggiungono crac il ramo spezzato

due goccie di rugiada;

cresce l'albero anche
quando il vento strappa
i più lontani ricordi,
che adagio si posano
sullla sponda del fiume
e spariscono nelle rapide d'acqua
con una capriola come salutando.



Sissy (1991)


Una sera d'agosto un caldo sospiro
mi colse d'improvviso
a ricordare il mio barboncino:
il suo nome era Sissy.
Giocavo con la palla da una parte
all'altra della stanza, senza fine;
non vedevo la scrivania o la sedia
o là il letto, ma un campo d'erba
con una macchia nera che s'avvicina
per riportarmi la gialla pallina.
Le carezze su quei riccioli neri,
quante coccole per i baci teneri.



Storia di un bambino (1991)


Quando ero un bambino
vivevo in un mondo
che conoscevo solo io.
Per qualche anno
sono cresciuto
nella torbida bolla
senza vedere nulla.
Mi sono ritrovato
grande fuori dal mondo
che avevo visto solo
con occhi da bambino.



Per i ventiquattro (18-10-1991)


Non lo so
se i ladri di parole
rinunciano a
trarre vantaggi dalla verità:
che cosa sono?
se non pezzi
a incastro di un gioco
le cui regole ignoro;
al buio
solo la luce della televisione
solo
vedo
penso a te.
Le ore scorrono
come le pagine bianche
di un diario,
anonime ed incerte;
un'ora
è un'intera vita. Nella...
Che cosa cerco?
se non risposte
a domande che non
esistono,
a cui non voglio rispondere;
trotterella un verme
nel cervello
insiste e martella
un tarlo
senza fine, senza vita:
ritorna a te.
Chi sei tu? Non lo so.