Sirene

Accento A Antonia (Marzo 1993)


Graciosas ideas
salen de la orilla
pensando a el rayo de sol
que toca las cimas
de las montañas
cuando amanece;
y ahoga en el azul
de un mar nublado
por los sueños
de utopías claras.
El viento busca
las calles de una
isla entre las rugas
de los corazones;
buscando los colores
de en blanco y negro pasiones.



Angolo (Marzo 1993)


Il mio angolino inizia
quando spengo la luce
sul comodino ed appoggio
la testa sul cuscino e
spero di sognare i sogni
di bambino per ricordare
gli eroi ed i cattivi e
sposare la fantasia, finisce
all'alba, i migliori amori
svaniscono e quando mi
sveglio rimango solo con il
sole che mi guarda.



Cerca (Marzo 1993)


Per ognuno degli interminabili
granellini di sabbia che scorrono
nella clessidra del tempo perduto
ho cercato la donna
che mi potesse amare,
ma lei non lo sapeva;
giriamo in tondo senza trovarci
disperatamente perduto so
che l'ultimo granello sta passando.



Fineanno (Marzo 1993)


L'amore è nell'aria
tra una linea oscura
ed il sole nella sabbia.

Love is in the air
through dark line
and sun in the sand.

La poesia del tuo amore
mi dà fiducia di amare
l'amore della tua poesia.

Gli occhi chiari,
lucidi all'alba per
aver pianto per
tutta la notte,
cercano invano
quella stella in più.



A Ilaria (Marzo 1993)


Solo un punto luminoso
quando sorge;
le ore passano
e gli anni anche,
il cuore di fuoco
si alza nel cielo
siii...
e le ali di Icaro
non più di cera
solcano l'ira dell'aria,
che brucia i polmoni,
perché è vera
non un miraggio
degli anni passati,
ma una pietra
viva e dura
...finalmente
sei arrivato
alla fine del viaggio;
dietro la collina
questa notte riposa,
chè sei vincitore.



Morire (Marzo 1993)


Morire solo
solo morire
per non soffrire
ed il mondo scoprire
perché ridere
senza cogliere
un fiore solo
solo un fiore.



Rami (Marzo 1993)


Ed i rami degli alberi in autunno
sono tesi in quel gentile e disperato
modo di sopravvivere; segnano con le
lacrime il viso dell'albero, smunto
dal freddo: esse scorrono lungo le
braccia indolenzite dal vento e le
piaghe del freddo rendono infelice
qualsiasi movimento; lasciano cadere
qualche foglia per ricordarci che
stanno morendo e si prostrano con
umiltà allo sguardo delle persone;
alcuni cercano la vita verso il cielo
verso la luce, ma è difficile, ogni
giorno che passa sempre più difficile.



Sciarpa (Marzo 1993)


Gettami la tua sciarpa colorata
perché possa colorare il mondo
in cui viviamo, in cui noi sognamo.
La calda sensazione di chiudere
quella porta che tanto rimane aper=
ta alle correnti d'aria riempie il
vuoto nelle budella con l'amaro
sapore di sapere che l'hai scampa=
ta; ma quando ti svegli al mattino
e ti trovi davanti allo specchio
allora ti domandi dove è andata
la tua sciarpa colorata, lontano.



Senso (Marzo 1993)


Un senso d'implosione
rotola sul grazioso viso
di un assassino,
che stride con lo
sguardo la vita
bestemmia e tira calci,
ma, ancora, è nella
ragnatela del sistema.
Il sorriso rosicchia
la dignità della folle
via di seguire un
non senso per amare
senza un senso.



Sera (Marzo 1993)


La verità è la verità salvo una bugia o due.

Torno e non trovo...
che cosa trovo... qualcosa
l'aria ed un pallido viso sul
vetro di casa che mi guarda:
sono io che guardo fuori, ma non
vedo dietro il vetro appannato
le foglie marroni che cadono,
segno di un anno trascorso;
gli occhi, i capelli la bocca
ed il naso, gli zigomi, le ciglia,
i denti, il fruncolo, la ruga, il
ciuffo, l'orecchio, il poro
esploro senza accorgermene e
mi dico testa di cazzo vaffanculo
sei uno stronzo
ho bisogno di capire perché quando
mi guardo mi viene da vomitare...
tanto nessuno mi vede.
Torno e non trovo...
qualcuno che mi dica ciao,
ma non come è andata la giornata:
è andata.
Guardo fuori il buio della sera
mischiato al rimasuglio di luce
che s'attarda a scomparire,
quasi volesse ricordarmi che
domani è un altro giorno.
L'estetica di essere giovani
di vivere senza riserva di non
avere problemi di essere, questa
è bella, spensierati è una
fregatura che ci inventiamo per
nascondere il peggio di noi dietro
quel vetro appannato e poi
morire in quella foglia che cade.



Solo (Marzo 1993)


Solo nella stanza dei sogni,
ascoltando una musica lontana
una zanzara vicino all'orecchio
sveglia il tarlo ed una campana
suona e risuona sperando
che i morti risorgano ed i cuori
giovani degli innamorati strappino
prima che l'amore consumi del tutto
l'ultimo effimero rantolo di cera
spiaccicata sulla candela.
Poi, con una piega sulle ginocchia,
chinando il capo, ma non troppo
aspettare la morte la lama che
scivola in basso e separa la testa
dal corpo, troppo lentamente
dal cuore. L'ultima partita a scacchi
perché bisogna perderla? Lottare
invece di odiare, amare qualcuno
finché l'odore dell'altro sia sotto
la pelle ed il sapone non possa
pulire gli attimi dell'orgasmo...
perché leccando la pelle dell'altro
ci si accorga di essere ancora vivi.
Ancora le labbra di seta, corolla
di un frutto maturo, sfiorano le ruvide
fattezze di un volto disidratato,
esplorando con la lingua, gustando;
ed una fonte di passioni strazi
il vergine corpo, ma solo aspetto
un solo sorriso.



Stazione (Marzo 1993)


Non disturbarmi
mentre dormo su una
panca della stazione
perché non ho altro
posto dove andare.
Non disturbarmi
mentre sulle scale
della metropolitana
m'infilo la morte
nelle vene.
Non disturbarmi
mentre in uno sperduto
villaggio muoiono
per la fame i bambini:
il loro sorriso simpatico
mi rovina la giornata.
Ma un silenzioso pensiero
premonitore di una
tempesta irrompe fra
le altre sciocchezze
della mente: un bellissimo
pensiero di pensiero di te
che scuote tutto.
Non mi lasciare
disturbami pure.